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     Margot

 

 

       mp3 Margot

 

 

 

 

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Retro-CD

 

 

 

 

  “il giardino di Sofia”

 

 

 

 

-mp3 -Il giardino di Sofia-

 

 

 

 

 

 

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Il primo cd “Il giardino di Sofia” è stato il naturale frutto di anni di frequentazione del repertorio popolare da appassionato e musicista da ballo.  18  composizioni strumentali (erano 17 ma Daniele, il tecnico dello studio di registrazione, si è opposto..)che si rifanno al repertorio  danzato, avvicinato con l’entusiasmo di chi scopre territori e suoni nuovi. Quest’ ultimo lavoro nasce dalla stessa matrice, dallo stesso magma musicale; sono ancora musicista da ballo ma, siccome mi piace fare cose nuove, ho cercato” le mie parole. “ Sono nate così 10 canzoni, tutte ballabili e  ascoltabili. Per un lungo periodo ho “sottovalutato” la forma canzone, dando tutta la mia attenzione alla musica strumentale; poi ne ho inventata qualcuna per scherzo e ….

Ancora oggi guardo con stupore e un po’ di invidia , come se fossi di fronte ad un piccolo miracolo, mia moglie in auto che, appena accesa la radio , comincia a tenere il ritmo e a canticchiare buona parte delle canzoni trasmesse.. Il tutto non con una faccia normale ma con una espressione un po’ trasecolata, sognante. Lo so, è una cosa comune, ma per me rimane straordinaria.

Da bambino mi sono appassionato alla musica seguendo le canzoni. Sono cresciuto a Milano e le  radici musicali popolari sono intricate e disperse..non c’è una  tradizione di cui mi senta testimone o erede e dopo essermi innamorato di varie cucine musicali straniere e aver girato il mondo da apolide musicale  mi  è venuto naturale, dopo anni,   cercare una sintesi personale.   L’equilibrio e la coscienza degli ingredienti sono una cosa delicata,  figli del tempo e alla fine come un miele millefiori, frutto di suggestioni e amori tra i più diversi, nasce la tua musica.

Un esempio: il  brano di nome “la dama bianca” è ballabile come un circolo circassiano ma un ballerino mi diceva di riconoscere  qualcosa di tarantellistico (vedi tema iniziale mandolino..e intervallo di 4ta eccedente, diabolus in musica..) La canzone è in 6 ottavi..tempo comune alla giga irlandese e anche alla “cosidetta tarantella..”   l’accordatura della chitarra è aperta.. La melodia e il testo del brano  sono italiani e a volte possono ricordare  una filastrocca o una canzone popolare De Andreiana..Il violino all’inizio e alla fine del brano porta  una melodia leggermente dissonante,  al batterista che mi chiede Giga o tarantella? Io sorrido e   rispondo…. 6/8..
Le cosidette contaminazioni sono pericolose, e sgradevoli se fatte a tavolino o pensate per ragioni di marketing..
Nel mio caso si tratta di vita vissuta e suonata  per tanto tempo e quello che mi interessa è che questi ingredienti siano parte di un sapore equilibrato, che suoni naturale ..

Un altro esempio è la canzone che apre il cd. “La serata giusta”. Anche questo brano ha una accordatura originariamente non standard..una melodia forse un po’ rockeggiante ma le frasi strumentali che si alternano, sono in forma di scottish, come del resto la struttura delle strofe..Lo scottish è una forma coreutica dove nessuno si sente straniero, visto che è diffusa in tutta Europa, e questo mi piace..In questo brano ho registrato la fisarmonica per ultima; ho dovuto reinventarmi interventi” alla cajun”, un po’ blues rock, con un registro più grave per non confondermi con l’estensione acuta del mandolino e violino con  qualche” blue note” e la mano larga un poco “picotante..”. Solo così ho potuto trovare uno spazio libero ed è stato divertente scoprire quanto “tiro” possa avere questo approccio allo strumento..per me una piccola svolta penso che lo riutilizzerò..

E poi le mazurke o i valzer…Nel folk danzante è diffusa la “cosidetta mazurka francese, fino a qualche anno fa il bravo suonatore accentava bene i tempi forti della danza, ora è di moda esattamente il contrario..una indefinitezza ritmica che accompagna e suggerisce atmosfere a mezz’aria. A me piace trovare una via al tempo dispari dove gli accenti forti non scompaiono, ma sono quasi dati per acquisiti e bilanciati, nella loro esistenza, da tensioni ritmiche (vedi fisarmonica) che divergono qui e là, unite da un arpeggio chitarristico che regge a ragnatela tutte queste pulsioni e piccole frasi ritmiche di violino e mandolino che accompagnano e aprono il discorso..

Non si può parlare di un disco di canzoni senza accennare ai testi..Per me i testi esprimono qualcosa che la musica già contiene, molti testi nel disco parlano dell’incanto del ballo, qualche altro racconta storie di persone o idee e suggestioni varie. Di più non saprei dire.. scrivere un testo di una canzone, con tutti i precedenti che esistono, è difficile se uno non vuole ricadere nei luoghi comuni. Io mi sono divertito, un po’ di ironia aiuta e fa buon sangue.

E la melodia? C’è qualcosa fra il colto e il popolare? C’è qualcosa fra il folk e il jazz ? C’è ancora una melodia italiana? Non greca o francese o irlandese o balcanica?Ci hanno lasciato qualcosa la grande tradizione operistica e il canto popolare?Più che grandi discorsi io penso a qualche canzone che ha tracciato la strada lasciando qui e là dei segnali e delle tracce per me importanti .Fra queste mi sono permesso di lasciare anche la mia..